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THIS IS US il nuovo album dei Backstreet Boys, disponibile dal 2 Ottobre!
THIS IS US - 02.10.2009

1. Straight Through My Heart
2. Bigger
3. Bye Bye Love
4. All Of Your Life (You Need Love)
5. If I Knew Then
6. This Is Us
7. PDA
8. Masquerade
9. She's a Dream
10. Shattered
11. Undone
12. Helpless (featuring Pitbull)
Da oltre 16 anni i Backstreet Boys offrono il meglio della musica pop – canzoni ben costruite, ritmi coinvolgenti e armonie inconfondibili. Il nuovo album This Is Us mette in evidenza la loro eccellente padronanza del genere pop con una raccolta di pezzi memorabili che di sicuro rientrano nei loro maggiori e migliori successi. Dopo aver realizzato un lavoro organico, più maturo e moderno con Never Gone del 2005 e Unbreakable del 2007, nel nuovo album Nick Carter, Howie Dorough, Brian Littrell e AJ McLean rivisitano il pionieristico sound dance-pop che li rese celebri a livello internazionale. Canzoni come “PDA”, “Bye Bye Love” e il primo singolo prodotto da RedOne “Straight Through My Heart” sono tipiche dei Backstreet Boys, con passaggi esplosivi, melodie indimenticabili e ritmi energici che rivelano le tradizionali caratteristiche del gruppo e al tempo stesso lo collocano nel mondo presente.
“In questo disco,” dice Howie Dorough, “siamo tornati a quello da cui siamo partiti – ossia le grandi melodie pop, le grandi armonie – e l’abbiamo fatto diventare attuale e pertinente.”
“Abbiamo fatto un consapevole sforzo per andare indietro nel tempo ed essere noi stessi,” osserva Brian Littrell. “È importante che i nostri ammiratori ricordino da dove veniamo, ma è anche importante che sappiano dove siamo diretti.
Uno dei gruppi di maggior successo nella storia della musica, con innumerevoli dischi al primo posto in classifica, tournée da record e vendite mondiali che superano i 100 milioni, i Backstreet Boys sono anche tra i più influenti nel loro genere. Accendete la radio e di sicuro sentirete qualche possente melodia mescolata a ritmi Eurodance, un moderno stile pop inestricabilmente radicato nell’innovativo approccio del gruppo.
“Quando cominciammo,” spiega AJ McLean, “il sound europeo non aveva ancora preso piede del tutto, ma portò a Britney e NSYNC e a tutti gli altri venuti dopo di noi. Adesso la musica sta muovendosi a ritroso nella stessa direzione, con grandi canzoni pop che sono tanto ritmiche quanto melodiche. Ecco cosa e chi siamo noi.”
Le sessioni di This Is Us ebbero inizio nell’aprile del 2008, mentre il gruppo – un quartetto dal 2006, quando il membro fondatore Kevin Richardson se ne andò per mettere su famiglia – era ancora a metà del tour mondiale di Unbreakable. I ragazzi interruppero per un po’ l’itinerario e si incontrarono con il produttore Ryan Tedder (OneRepublic) in uno studio a Manchester, in Inghilterra, per incidere quello che sarebbe diventato il brano di chiusura dell’album, “Undone”. Erano in perfetta forma dopo l’esperienza sulla strada e, come risultato, la canzone è carica di quella stessa elettricità che il gruppo trasmette sul palcoscenico ogni sera.
“Era la prima volta che registravamo mentre eravamo in tour per un altro disco,” ricorda Littrell. “Abbiamo sempre fatto una pausa di circa un anno per scrollarci di dosso la mentalità da tour, ma questa volta volevamo provare a inserire nel disco l’energia proveniente dai nostri spettacoli dal vivo.”
Quasi subito dopo la conclusione del tour, i Backstreet Boys ricominciarono a registrare presso i Conway Studios di Los Angeles – “uno dei luoghi più freddi per registrare,” secondo McLean. Per mettere davvero nell’album la loro impronta creativa, si rivolsero personalmente ad alcuni dei loro produttori e autori preferiti, e quasi tutti si entusiasmarono all’idea di lavorare con i Boys.
“Ci facemmo carico di prendere contatti e sviluppare relazioni personali con tutti i produttori e i compositori,” spiega Nick Carter. “E per lo più l’eccitazione fu grande da entrambi le parti.”
Un produttore con il quale i Backstreet Boys avevano già avuto rapporti è il leggendario Max Martin. Il divo svedese – che aveva avuto a che fare con la realizzazione di classici titoli del loro repertorio come “Everybody (Backstreet’s Back)”, “I Want It That Way”, “Larger Than Life” e “Show Me The Meaning Of Being Lonely” – cenò con il gruppo quando il tour mondiale di Unbreakable toccò Stoccolma, e notò immediatamente un ardore più forte che mai.
“Vide davvero il fuoco nei nostri occhi,” commenta Littrell, “come se fossimo stati ancora dei ragazzini. Se dovevo scegliere un produttore da affiancare ai Backstreet Boys, quello era Max. Lui ci capisce, dentro e fuori.”
Forse è qualcosa che c’è nell’aria, ma anche RedOne, attualmente il più popolare produttore svedese artefice di tanti successi, ha avuto un ruolo importante nel tirar fuori il sound caratteristico dei Backstreet Boys. Uno dei collaboratori più richiesti al mondo, grazie ai suoi lavori con Akon, Lady Gaga, ed Enrique Iglesias, per citarne solo alcuni, RedOne era inizialmente troppo impegnato per dedicarsi a This Is Us. Ma proprio quando il gruppo stava ultimando la registrazione, giunse voce che RedOne era in realtà intervenuto su un paio di pezzi, uno dei quali segnò il momento decisivo dell’album.
“Avevamo quasi chiuso con il disco,” racconta Dorough. “Sono felice che non l’abbiamo fatto, perché RedOne riuscì a catturare il sound che stavamo cercando, specialmente in ‘Straight Through My Heart’. Si tratta di un misto di Eurodance con il nostro pop e R&B, che è più o meno da dove siamo partiti.”
“Era esattamente quello che volevamo,” precisa McLean a proposito del singolo, “una musica versatile, perfetta per tutto ciò di cui avevamo bisogno. È una grande canzone, in particolare per gli ammiratori che desiderano ancora sentirci interpretare noi stessi.”
Allo stesso tempo i Backstreet Boys decisero anche di allontanarsi dalla strada a loro più consona, collaborando con un numero di produttori/autori specializzati in altri generi. Il celebre e unico T-Pain lasciò la propria inconfondibile impronta nel toccante lento “She’s A Dream”, mentre Claude Kelly – famoso per aver scritto canzoni di successo come “Circus” di Britney Spears e la numero uno “My Life Would Suck Without You” di Kelly Clarkson – si mise insieme alla squadra di Soulshock & Karlin (JoJo, Fantasia, Nelly) per produrre due dei pezzi più sensazionali dell’album, “Bye Bye Love” e “If I Knew Then”.
“Volevamo superare ogni limite con questo disco,” dice Dorough. “Volevamo coinvolgere certi autori che la gente non si sarebbe mai aspettata.”
“Lavorare con Jim Jonsin o qualcun altro di impensabile per i più,” continua Carter, “questo è il nostro lato creativo che emerge.”
La collaborazione con Jim Jonsin si rivelò una delle più produttive, portando alla realizzazione di tre pezzi, tra cui quello esplosivo che dà il titolo all’album. Conosciuto soprattutto per aver condotto in porto successi hip-hop di T.I., Soulja Boy Tell Em, e Flo Rida, il produttore vincitore di Grammy Award sbalordì i Backstreet Boys confessando la sua attrazione da sempre per la loro musica.
“Fu come dire, ‘Aspetta un attimo, tu sei un fan?,” ride Carter. “Sei uno dei più favolosi creatori di ritmi in questo momento!”
Uno dei contributi chiave di Jonsin, di base in Florida, a This Is Us è l’aver riportato il gruppo alle proprie radici con il brano “Helpless”, che rievoca l’atmosfera di Miami. Chiamato da Carter “il Don dello hip-hop” per i suoi innumerevoli contatti, il produttore si rivolse a un’altra stella di Miami per aggiungere un che di tagliente al pezzo.
“Entrammo in studio e Jim comunicò di avere una sorpresa per noi,” ricorda Nick. “Come sarebbe a dire? Nessuno sorprende i Backstreet Boys, pensammo. Invece aveva mandato il pezzo a Miami e chiesto a Pitbull di scriverci sopra un componimento in versi. Noi siamo tutti accaniti ammiratori di Pitbull, così fu semplicemente grandioso!”
Nonostante la varietà di produttori e autori, This Is Us alla fine risulta essere un lavoro saldamente unito in ogni sua parte. “Siamo per prima cosa un gruppo vocale,” afferma Carter, e l’album mette in chiaro come l’autentica impronta artistica dei Backstreet Boys si manifesti attraverso la magia di quattro cantanti distinti che si esibiscono in perfetta sintonia. Le loro voci unificate ce li mostrano ancora intenti a creare la musica più vitale che si possa immaginare, sempre impegnati a offrire un pop indimenticabile e prestigioso.
“Vogliamo ogni volta superare i nostri album precedenti,” commenta Carter. “Il nostro obiettivo è costantemente quello di realizzare un album dove ogni canzone possa diventare un disco singolo.”
“Cerchiamo sempre di spingerci oltre il più possibile,” aggiunge Dorough. “Lavoriamo per diventare migliori, come musicisti, come autori e come cantanti.”
“Abbiamo intenzione di andare avanti così,” promette Littrell. “Desideriamo che i Backstreet Boys continuino a fissare i canoni di base e a innalzare il livello.”
Con This Is Us il livello è già un po’ più alto…
“In questo disco,” dice Howie Dorough, “siamo tornati a quello da cui siamo partiti – ossia le grandi melodie pop, le grandi armonie – e l’abbiamo fatto diventare attuale e pertinente.”
“Abbiamo fatto un consapevole sforzo per andare indietro nel tempo ed essere noi stessi,” osserva Brian Littrell. “È importante che i nostri ammiratori ricordino da dove veniamo, ma è anche importante che sappiano dove siamo diretti.
Uno dei gruppi di maggior successo nella storia della musica, con innumerevoli dischi al primo posto in classifica, tournée da record e vendite mondiali che superano i 100 milioni, i Backstreet Boys sono anche tra i più influenti nel loro genere. Accendete la radio e di sicuro sentirete qualche possente melodia mescolata a ritmi Eurodance, un moderno stile pop inestricabilmente radicato nell’innovativo approccio del gruppo.
“Quando cominciammo,” spiega AJ McLean, “il sound europeo non aveva ancora preso piede del tutto, ma portò a Britney e NSYNC e a tutti gli altri venuti dopo di noi. Adesso la musica sta muovendosi a ritroso nella stessa direzione, con grandi canzoni pop che sono tanto ritmiche quanto melodiche. Ecco cosa e chi siamo noi.”
Le sessioni di This Is Us ebbero inizio nell’aprile del 2008, mentre il gruppo – un quartetto dal 2006, quando il membro fondatore Kevin Richardson se ne andò per mettere su famiglia – era ancora a metà del tour mondiale di Unbreakable. I ragazzi interruppero per un po’ l’itinerario e si incontrarono con il produttore Ryan Tedder (OneRepublic) in uno studio a Manchester, in Inghilterra, per incidere quello che sarebbe diventato il brano di chiusura dell’album, “Undone”. Erano in perfetta forma dopo l’esperienza sulla strada e, come risultato, la canzone è carica di quella stessa elettricità che il gruppo trasmette sul palcoscenico ogni sera.
“Era la prima volta che registravamo mentre eravamo in tour per un altro disco,” ricorda Littrell. “Abbiamo sempre fatto una pausa di circa un anno per scrollarci di dosso la mentalità da tour, ma questa volta volevamo provare a inserire nel disco l’energia proveniente dai nostri spettacoli dal vivo.”
Quasi subito dopo la conclusione del tour, i Backstreet Boys ricominciarono a registrare presso i Conway Studios di Los Angeles – “uno dei luoghi più freddi per registrare,” secondo McLean. Per mettere davvero nell’album la loro impronta creativa, si rivolsero personalmente ad alcuni dei loro produttori e autori preferiti, e quasi tutti si entusiasmarono all’idea di lavorare con i Boys.
“Ci facemmo carico di prendere contatti e sviluppare relazioni personali con tutti i produttori e i compositori,” spiega Nick Carter. “E per lo più l’eccitazione fu grande da entrambi le parti.”
Un produttore con il quale i Backstreet Boys avevano già avuto rapporti è il leggendario Max Martin. Il divo svedese – che aveva avuto a che fare con la realizzazione di classici titoli del loro repertorio come “Everybody (Backstreet’s Back)”, “I Want It That Way”, “Larger Than Life” e “Show Me The Meaning Of Being Lonely” – cenò con il gruppo quando il tour mondiale di Unbreakable toccò Stoccolma, e notò immediatamente un ardore più forte che mai.
“Vide davvero il fuoco nei nostri occhi,” commenta Littrell, “come se fossimo stati ancora dei ragazzini. Se dovevo scegliere un produttore da affiancare ai Backstreet Boys, quello era Max. Lui ci capisce, dentro e fuori.”
Forse è qualcosa che c’è nell’aria, ma anche RedOne, attualmente il più popolare produttore svedese artefice di tanti successi, ha avuto un ruolo importante nel tirar fuori il sound caratteristico dei Backstreet Boys. Uno dei collaboratori più richiesti al mondo, grazie ai suoi lavori con Akon, Lady Gaga, ed Enrique Iglesias, per citarne solo alcuni, RedOne era inizialmente troppo impegnato per dedicarsi a This Is Us. Ma proprio quando il gruppo stava ultimando la registrazione, giunse voce che RedOne era in realtà intervenuto su un paio di pezzi, uno dei quali segnò il momento decisivo dell’album.
“Avevamo quasi chiuso con il disco,” racconta Dorough. “Sono felice che non l’abbiamo fatto, perché RedOne riuscì a catturare il sound che stavamo cercando, specialmente in ‘Straight Through My Heart’. Si tratta di un misto di Eurodance con il nostro pop e R&B, che è più o meno da dove siamo partiti.”
“Era esattamente quello che volevamo,” precisa McLean a proposito del singolo, “una musica versatile, perfetta per tutto ciò di cui avevamo bisogno. È una grande canzone, in particolare per gli ammiratori che desiderano ancora sentirci interpretare noi stessi.”
Allo stesso tempo i Backstreet Boys decisero anche di allontanarsi dalla strada a loro più consona, collaborando con un numero di produttori/autori specializzati in altri generi. Il celebre e unico T-Pain lasciò la propria inconfondibile impronta nel toccante lento “She’s A Dream”, mentre Claude Kelly – famoso per aver scritto canzoni di successo come “Circus” di Britney Spears e la numero uno “My Life Would Suck Without You” di Kelly Clarkson – si mise insieme alla squadra di Soulshock & Karlin (JoJo, Fantasia, Nelly) per produrre due dei pezzi più sensazionali dell’album, “Bye Bye Love” e “If I Knew Then”.
“Volevamo superare ogni limite con questo disco,” dice Dorough. “Volevamo coinvolgere certi autori che la gente non si sarebbe mai aspettata.”
“Lavorare con Jim Jonsin o qualcun altro di impensabile per i più,” continua Carter, “questo è il nostro lato creativo che emerge.”
La collaborazione con Jim Jonsin si rivelò una delle più produttive, portando alla realizzazione di tre pezzi, tra cui quello esplosivo che dà il titolo all’album. Conosciuto soprattutto per aver condotto in porto successi hip-hop di T.I., Soulja Boy Tell Em, e Flo Rida, il produttore vincitore di Grammy Award sbalordì i Backstreet Boys confessando la sua attrazione da sempre per la loro musica.
“Fu come dire, ‘Aspetta un attimo, tu sei un fan?,” ride Carter. “Sei uno dei più favolosi creatori di ritmi in questo momento!”
Uno dei contributi chiave di Jonsin, di base in Florida, a This Is Us è l’aver riportato il gruppo alle proprie radici con il brano “Helpless”, che rievoca l’atmosfera di Miami. Chiamato da Carter “il Don dello hip-hop” per i suoi innumerevoli contatti, il produttore si rivolse a un’altra stella di Miami per aggiungere un che di tagliente al pezzo.
“Entrammo in studio e Jim comunicò di avere una sorpresa per noi,” ricorda Nick. “Come sarebbe a dire? Nessuno sorprende i Backstreet Boys, pensammo. Invece aveva mandato il pezzo a Miami e chiesto a Pitbull di scriverci sopra un componimento in versi. Noi siamo tutti accaniti ammiratori di Pitbull, così fu semplicemente grandioso!”
Nonostante la varietà di produttori e autori, This Is Us alla fine risulta essere un lavoro saldamente unito in ogni sua parte. “Siamo per prima cosa un gruppo vocale,” afferma Carter, e l’album mette in chiaro come l’autentica impronta artistica dei Backstreet Boys si manifesti attraverso la magia di quattro cantanti distinti che si esibiscono in perfetta sintonia. Le loro voci unificate ce li mostrano ancora intenti a creare la musica più vitale che si possa immaginare, sempre impegnati a offrire un pop indimenticabile e prestigioso.
“Vogliamo ogni volta superare i nostri album precedenti,” commenta Carter. “Il nostro obiettivo è costantemente quello di realizzare un album dove ogni canzone possa diventare un disco singolo.”
“Cerchiamo sempre di spingerci oltre il più possibile,” aggiunge Dorough. “Lavoriamo per diventare migliori, come musicisti, come autori e come cantanti.”
“Abbiamo intenzione di andare avanti così,” promette Littrell. “Desideriamo che i Backstreet Boys continuino a fissare i canoni di base e a innalzare il livello.”
Con This Is Us il livello è già un po’ più alto…




Commenti
loro sono un grande gruppo non ne solo un gruppo x le ragazzine!!!ansi x tutte le eta'!perche' la loro musica coinvolge tutti!io ringrazio i backstreet boys, perche' con le loro canzoni sono riuscita ad attraversare tanti brutti momenti,grazie vi amo!!!
grazie d'esistere, nick,brian,howye,aj,grazie bsb.saro' una vostra fan ora e x senpre!